L’Arma

Cenni storici

La costituzione dei Carabinieri risale alle Regie Patenti del 13 luglio 1814, che hanno attribuito al “Corpo dei Carabinieri Reali” la duplice funzione di difesa dello Stato e di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Considerati primo Corpo dell’Armata di terra sin dalle origini, i Carabinieri hanno mantenuto in permanenza questo singolare privilegio anche nell’ambito dell’Esercito del Regno d’Italia, come riconosciuto dal regolamento Organico, approvato con R.D. nel 1934, e come ribadito dalla legge 368/1940, che fissano l’ordinamento del Regio Esercito.

Si è consolidata così nel tempo la doppia essenza dell’Istituzione, organismo militare ad ordinamento speciale, che già nel 1922 è stata definita “Forza Armata in servizio permanente di pubblica sicurezza”, anticipando la formulazione della L. 121/1981.

Con il trascorrere del tempo, si è avvertita con sempre maggiore impellenza la necessità di aggiornare e dare organicità alle norme che regolavano la vita, il funzionamento ed i rapporti istituzionali dell’Arma, risalenti ad anni remoti o via via adottate in modo settoriale ed emergenziale.

La nuova fisionomia organizzativa e funzionale dell’Arma è stata tracciata dai Decreti Legislativi n.297 “Norme in materia di riordino dell’Arma dei Carabinieri” e n.298 “Riordino del reclutamento, dello stato giuridico e dell’avanzamento degli Ufficiali dei Carabinieri”, entrambi del 5 ottobre 2000, che hanno costituito puntuale attuazione dei principi e dei criteri fissati dall’art.1 della legge n.78 del 31 marzo 2000, recante “Delega al Governo per il riordino dell’Arma dei Carabinieri”.

Si è trattato di una revisione che, convalidando ed aggiornando gli adeguamenti normativi introdotti negli ultimi decenni in ragione della rapida evoluzione della nostra società, ha definito un quadro organizzativo meglio aderente ai radicali mutamenti intervenuti sia nelle Forze Armate sia nelle stesse Forze di Polizia, profondamente innovate dalle leggi n.382 dell’11 luglio 1978 (“Norme di principio sulla disciplina militare”), n.121 del 1° aprile 1981 (“Nuovo ordinamento dell’Amministrazione della pubblica sicurezza”) e n.25 del 18 febbraio 1997 (“Vertici militari”).

A queste decisive esigenze ha voluto rispondere la legge n.78 del 31 marzo 2000, che ha attribuito un compiuto riconoscimento al ruolo storicamente svolto dall’Arma, collocandola ordinativamente, con ilrango di Forza Armata, alle dirette dipendenze del Capo di Stato Maggiore della Difesa e puntualizzandone formalmente i compiti militari.

Sotto il profilo operativo, il nuovo ordinamento fa naturalmente perno sulle Stazioni, alle quali è destinato prioritariamente il significativo recupero di risorse derivanti dalla nuova e più efficiente configurazione dei reparti, riordinati con una più razionale ripartizione delle competenze tra i diversi livelli gerarchici.

Compiti istituzionali

In ragione della sua peculiare connotazione di Forza militare di polizia a competenza generale, all’Arma dei Carabinieri sono affidati i seguenti compiti:

a. militari (art.1, co.2 L. 78/2000):

  • concorso alla difesa della Patria e alla salvaguardia delle libere istituzioni e del bene della collettività nazionale nei casi di pubbliche calamità;
  • partecipazione alle operazioni militari in Italia ed all’estero sulla base della pianificazione d’impiego delle Forze Armate stabilita dal Capo di Stato Maggiore della Difesa;
  • partecipazione ad operazioni di polizia militare all’estero e, sulla base di accordi e mandati internazionali, concorso alla ricostituzione dei corpi di polizia locali nelle aree di presenza delle Forze Armate in missioni di supporto alla pace;
  • esercizio esclusivo delle funzioni di polizia militare e sicurezza per le Forze Armate;
  • esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria militare alle dipendenze degli organi della giustizia militare;
  • sicurezza delle rappresentanze diplomatiche e consolari italiane, ivi compresa quella degli uffici degli addetti militari all’estero;
  • assistenza ai comandi ed alle unità militari impegnati in attività istituzionali nel territorio nazionale;
  • concorso al servizio di mobilitazione;

b. di polizia (art.3, co.2 e 3 D.Lgs. 297/2000):

  • esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria e di sicurezza pubblica;
  • quale struttura operativa nazionale di protezione civile, assicurazione della continuità del servizio d’istituto nelle aree colpite dalle pubbliche calamità, concorrendo a prestare soccorso alle popolazioni interessate agli eventi calamitosi.


Dipendenze ed ordinamento

L’Arma dei Carabinieri, collocata autonomamente nell’ambito del Ministero della Difesa con il rango di Forza Armata, è Forza di Polizia a competenza generale e in servizio permanente di pubblica sicurezza, con le speciali prerogative conferitele dalle norme in vigore, e dipende:

  • tramite il Comandante Generale, dal Capo di Stato Maggiore della Difesa per quanto attiene ai compiti militari;
  • funzionalmente dal Ministro dell’Interno, per quanto attiene ai compiti di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Per gli aspetti tecnico-amministrativi, l’Arma dei Carabinieri fa capo:

  • al Ministero della Difesa per quanto concerne il personale, l’amministrazione e le attività logistiche;
  • al Ministero dell’Interno per l’accasermamento ed il casermaggio connessi con l’assolvimento dei compiti di polizia, nonché per l’utilizzazione delle risorse finanziarie finalizzate al potenziamento delle Forze di Polizia.

I seguenti reparti dell’Arma sono costituiti nell’ambito dei Dicasteri a fianco di ciscuno indicati e dipendono funzionalmente dai titolari degli stessi:

  • Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, per la prevenzione e repressione dei reati attinenti la tutela della salute pubblica (Ministero della Salute)
  • Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente, per la prevenzione e repressione delle violazioni compiute in danno dell’assetto ambientale (Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare);
  • Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, per la prevenzione e repressione dei reati connessi alla detenzione, commercio e trafugamento di beni e materiali d’interesse artistico, storico ed archeologico (Ministero per i Beni e le Attività Culturali);
  • Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, per la verifica dell’applicazione delle normative in materia di collocamento, lavoro, previdenza ed assistenza sociale (Ministero del Lavoro e delle politiche sociali);
  • Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari, per il controllo, la prevenzione e repressione delle frodi nel settore agroalimentare e ai danni dell’Unione Europea (Ministero delle Politiche Agricole e Alimentari);
  • Comando Carabinieri Ministero Affari Esteri, per la tutela delle sedi delle Rappresentanze diplomatiche italiane all’estero, la prevenzione e la repressione delle violazioni alle leggi speciali sull’emigrazione (Ministero degli Affari Esteri).

Alcuni reparti costituiti nell’ambito di Organi o Autorità nazionali (Presidenza della Repubblica, Senato, Camera, Corte Costituzionale, Corte dei Conti, Presidenza del Consiglio dei Ministri e C.N.E.L.) per l’assolvimento di compiti specifici, dipendono funzionalmente dai titolari degli stessi Organi o Autorità.

I reparti e gli uffici dell’Arma costituiti in ambito interforze Difesa, nei Comandi e negli Organismi alleati in Italia ed all’estero, ovvero nelle singole Forze Armate, dipendono, tramite i relativi Comandanti, rispettivamente dal Capo di Stato Maggiore della Difesa e dai Capi di Stato Maggiore di Forza Armata.

Per l’espletamento delle attività di Polizia Giudiziaria, infine, i Carabinieri dipendono funzionalmente dall’Autorità Giudiziaria, secondo quanto prescritto dal codice di procedura penale.

In tale contesto, la legge attribuisce la qualifica di:

  • ufficiale di polizia giudiziaria agli Ufficiali, esclusi i Generali, agli Ispettori, ai Sovrintendenti ed agli Appuntati Comandanti interinali di Stazione;
  • agente di polizia giudiziaria agli Appuntati ed ai Carabinieri;
  • ufficiale di pubblica sicurezza agli Ufficiali e ai Marescialli Aiutanti sostituti di pubblica sicurezza quando sostituiscono i superiori gerarchici nella direzione di uffici o reparti;
  • agente di pubblica sicurezza agli Ispettori, ai Sovrintendenti, agli Appuntati ed ai Carabinieri.